Si'
di Giancristiano Desiderio
Non possiamo non votare Si'. Non perche' la legge Nordio cambi la giustizia da capo a piedi - questo non e' nemmeno nelle possibilita' del Padreterno - ma piu' semplicemente e piu' seriamente perche' si tratta di un preciso provvedimento di riforma costituzionale che rafforza il giudice giudicante, lo rende "terzo" rispetto alle parti e cosi' da' maggiori garanzie ai cittadini.
Le ragioni del No sono la difesa dei torti del No che nascono da posizioni corporative e da situazioni politiche in cui per tanti anni - e soprattutto negli ultimi quarant'anni - la mistura tra politica, giustizia e informazione ha reso l'aria italiana irrespirabile. La vera "questione morale" italiana e' questa e non l'altra, di estrazione berlingueriana, in cui si additava negli avversari politici i corrotti e i corruttori.
Non possiamo non votare Si' perche' lo dobbiamo ai nostri figli nel tentativo di lasciar loro un sistema giudiziario piu' garantista e un seme in piu' di cultura liberale che possa germogliare tra la tanta e invasiva gramigna che ci circonda. Non possiamo non votare Si' perche' questo e' il nostro dovere. Non ci sono grandi discorsi da fare. Non ci sono grandi e definitive riforme da realizzare. Il meglio e' nemico del bene. Le riforme possibili sono i provvedimenti precisi che modificano e aggiustano l'istituto esistente e non vogliono rifare vanamente il mondo in sette giorni.
La giustezza di un istituto giuridico sta nella sua efficacia pratica, non nella sua astratta teoria. La separazione delle carriere dei magistrati e la sottrazione del Csm - dei due Csm - alle correnti partitiche dei magistrati e' in linea con la riforma Vassalli e con l'elementare sentimento del buon senso che vuole e spera che il giudice sia e appaia imparziale.
Non possiamo non votare Si' perche' se vincesse il No perderebbe il senso umano e limitato della giustizia.
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