Critica e Liberta'

Sotto i diecimila
di Nicola Ciervo

Per la prima volta nella sua storia contemporanea, Sant'Agata dei Goti scendera' sotto la soglia dei diecimila abitanti. I dati ISTAT non lasciano margini di interpretazione e l'anagrafe comunale conferma cio' che tutti, in fondo, gia' sapevano. E' una soglia simbolica, si dira', e in parte e' vero; ma i simboli hanno la funzione di rendere visibile cio' che altrimenti sfugge, e questo numero ci costringe a guardare in faccia una realta' che abbiamo preferito ignorare.
Un borgo che perde abitanti non perde soltanto cifre da bilancio demografico: perde la massa critica necessaria a tenere aperte le scuole, a giustificare i servizi, a mantenere vivo il tessuto economico e sociale che distingue una comunita' da un aggregato di case. Si obiettera' che il fenomeno e' nazionale, che il Mezzogiorno si svuota, che la denatalita' non risparmia nessuno. Obiezioni legittime, che tuttavia non assolvono dalle responsabilita' locali.
Sant'Agata dei Goti possiede un patrimonio storico e paesaggistico che molti comuni d'Italia potrebbero solo invidiare. Non ha dunque alibi, ma solo una scelta da compiere: governare il declino o provare a invertirlo.

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