Sant'Agata muore senza classe dirigente
di Guido Cioffi
Sant'Agata de' Goti, la cattedrale nel deserto.
Il Re e' nudo. E ormai non ci sono piu' vesti dietro cui nascondersi.
Sant'Agata de' Goti e' stata progressivamente privata dei servizi essenziali che rendono una comunita' sicura e vivibile. I Vigili del Fuoco non ci sono piu' da anni. Il Pronto Soccorso funziona a orari, come un esercizio commerciale. I presidi delle Forze dell'Ordine sono ridotti al minimo. Una stazione ferroviaria non e' mai esistita, cosi' come un collegamento strutturale con il resto del territorio.
E la politica? Da troppo tempo Sant'Agata non esprime un Consigliere regionale ne' un parlamentare, nonostante sia uno dei comuni piu' grandi e storici della provincia di Benevento. Un'assenza che pesa e che si riflette in ogni ambito.
Il 20 gennaio 2026 la citta' si e' svegliata con la notizia del furto di un bancomat in pieno centro. Un episodio che va oltre la cronaca: e' il segnale di un territorio percepito come fragile e scoperto.
Per anni interessi personali e logiche di corto respiro hanno bloccato la crescita di una classe dirigente solida e autorevole. Il risultato e' una citta' bellissima, ricca di storia, ridotta a una cattedrale nel deserto.
Nulla e' scontato. Se non ci svegliamo ora, rischiamo di accorgerci troppo tardi che non hanno portato via solo un bancomat, ma pezzi interi del nostro futuro. E forse, un giorno, anche il ponte.
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