Le scarpe strette
di di gide
Da un romanzo - La logica dell'infinito (Sperling & Kupfer) di Riccardo Nota d'Elogio - ricavo questo aneddoto. L'avvocato Atenogene Mazzara' era sposato con Immacolata Mongibello. La signora Immacolata era una donna volitiva e l'avvocato Mazzara' la subiva senza fiatare. Per tutta la vita ma non dopo la morte. "Ora che siamo sposati", disse la signora Immacolata, "mi dici perche' ti chiami cosi'?".
E Atenogene, che tutti chiamavano Ateno, rispose: "Ma scusa, Immacolata, credi che fosse necessario essere sposati per farmi questa domanda?".
L'avvocato Mazzara' tacque. Per tutta la vita. Per cinquantacinque anni. Ma parlo' da morto con uno speciale funerale.
Mentre lui riposava in eterno e la moglie era in prima fila in chiesa con la smorfia del dolore in volto, veniva distribuito a partire dalla seconda fila e risalendo la navata un libro intitolato: Finalmente parlo io.
L'avvocato Mazzara' vi spiegava che semmai della sua storia si fara' un film bisognera' mettergli ai piedi sempre le sue francesine blu: "Chiedete dettagli e Immacolata, era lei che andava a prenderle a Castrovillari: sempre il numero trentanove. Ci andava con il suo amante, anzi dovrei dire con i suoi amanti, devono essere stati almeno una dozzina. E per cinquantacinque anni ho sofferto in silenzio, ho camminato con dolore e quasi pianto per ogni passo compiuto. Io porto il quaranta".
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