Tutti vogliono fare il Sindaco ma nessuno sa perche'
di Giancristiano Desiderio

L'anno che verra' sara' per Sant'Agata dei Goti decisivo.
In primavera si ritornera' al voto e i santagatesi saranno chiamati a rinnovare il Consiglio comunale ed eleggere il nuovo Sindaco. L'amministrazione Riccio - tuttora in carica ma priva ormai del sindaco le cui funzioni sono svolte dal vice sindaco Giovannina Piccoli - ha svolto un lavoro discreto: ha ereditato un municipio fallimentare e ha parzialmente risanato le finanze. Sembra poco ma e' tanto. Per Sant'Agata dei Goti avere i conti in ordine non e' cosa scontata.
Chi verra' dopo dovra', per fare gli interessi del comune, continuare l'opera di risana mento finanziario e non ritornare allo sperpero cliente lare. Come in una famiglia si cerca di tenere i conti a posto per fare l'interesse dei figli, cosi' al comune di Sant'Agata dei Goti si potra' fare qualcosa di buono, come abbassare le tasse e investire in crescita civile, solo se si terranno i conti in ordine. Ma chi verra' do po'? Al momento e' buio pesto.
In tanti aspirano a essere Sindaco di Sant'Agata dei Goti, secondo una lunga tra dizione che affonda le radici in Adamo ed Eva. In tanti ambiscono, credono e immaginano che questa volta tocchi o ritocchi loro essere sindaco. Tutte le candidature sono legittime, nessuna e' indispensabile. Ma prima della domanda "chi sara' il nuovo sindaco?" c'e' una domanda piu' importante ed e' la seguente: "Per fare cosa?".
Sant'Agata dei Goti, infatti, non e' un picco lo paesino ma il Comune piu' grande della provincia di Benevento e, soprattutto, uno dei Comuni piu' belli e piu' ricchi di storia e d'arte del Mezzogiorno d'Italia. Dalla sua buona amministrazione puo' dipendere il destino di famiglie, imprese, giovani della provincia sannita e del turismo campano. Tutti, naturalmente, avranno dei bellissimi programmi. Ma quanto conta un programma ossia una lista di cose declinate al futuro? Faro'. Realizzero'. Costruiro'. La lista della lavandaia non conta nulla. Cio' che conta e' cio' che si e' fatto - anche nella vita singola - e cio' che realmente si puo' fare conoscendo i concreti problemi della storia santagatese e le loro potenzialita' di sviluppo economico e crescita civile. Ecco perche' il 2026 sara' decisivo. Si deve dare continuita' a cio' che si e' fatto nel risanamento economico-finanziario e, insieme, si puo' dar corpo a una svolta amministrativa e sociale che si attende invano da tempo.
Per farlo non serve un bell'astratto programma - il classico libro dei sogni - ma una buona candidatura e un gruppo di uomini e di donne che con le loro stesse persone rappresentino un momento di consapevolezza e crescita del paese. Detto terra terra: a Sant'Agata dei Goti e' necessario discutere apertamente dei problemi della citta' e attraverso la discussione libera e seria provare a far emergere una classe dirigente e una candidatura che prendano in carico una responsabilita' amministrativa che venga a sua volta controllata dal Consiglio e dai santagatesi. E' chiedere troppo?
Purtroppo, al momento non c'e' nulla di simile all'ordine del giorno e si procede secondo un inveterato malcostume: la trattiva privata. Per una cittadina come Sant'Agata dei Goti, cosi' ricca di storia e dal patrimonio artistico invidiabile, non c'e' nulla di peggio. Infatti, dal metodo che si usa per scegliere i candidati dipende il progresso o il regresso civile. C'e' ancora tempo, ma non molto, per provare a cambiare una brutta tradizione e scegliere i candidati a sindaco e gli amministratori e i consiglieri sulla base di una discussione civile in cui si confrontino idee e capacita', interessi e valori.
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